Minestra di semolino con funghi e nocciole

semolino funghi e nocciole

La ricetta di oggi è nata in una domenica mattina nuvolosa, una di quelle in  cui ho voglia soltanto di restare a casa e lasciar passare il tempo lentamente, godendomi una buona lettura, preparando provviste per la settimana o sperimentando una nuova ricetta. Così domenica scorsa tra un giornale da sfogliare e un pandoro sfornato – che qui già ci si inizia a preparare per il Natale, e la questione ‘perfezionamento pandoro’ è rimasta in sospeso dallo scorso anno – mi sono ritrovata all’una di pomeriggio senza nulla di pronto per pranzo e con la voglia di un piatto caldo, sostanzioso ma non pesante, originale ma da poter preparare con quello che avevo in dispensa, fatto con cura ma in tempi brevi… beh, questa minestra è riuscita a soddisfare tutte le mie esigenze! 
Vi basterà preparare una crema di semolino al latte, spadellare i funghi con le nocciole e il gioco è fatto.
Con pochi accorgimenti e gli aromi giusti otterrete un piatto delicato e molto sfizioso: io l’ho servito come piatto unico, ma in porzioni ridotte può essere anche un ottimo antipasto, da tener presente soprattutto in vista delle imminenti feste natalizie 😉  

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Risotto alla zucca e cozze

risotto zucca e cozze

autunno, pesce, primi piatti, zucca | 16 novembre 2016 | By

Questo piatto è nato per caso e, devo ammettere, non per merito mio. Nel weekend mi piace preparare qualcosa di buono e un po’ diverso per la cena, e spesso la scelta cade su cozze & patatine: anni fa, durante un viaggio in Bretagna, ho scoperto quanto fosse deliziosa l’accoppiata ‘Moules e frites’ e da allora le preparo spesso anche a casa, sia nella versione à la creme – con panna o una leggera besciamella – o semplicemente saltate e sfumate con un goccio di vino bianco. Sta di fatto che di fronte al bancone del pesce mi sono fatta prendere un po’ la mano e ho ordinato 3 kg di cozze, che non siamo riusciti a finire. Con le cozze avanzate – e il loro saporito sughetto – inizialmente avevo pensato di preparare un piatto di spaghetti, poi ho pensato che per utilizzare al meglio anche il liquido avrei potuto fare un risotto. E lì l’uomo di casa ha proposto di abbinare alle cozze un po’ della zucca dell’orto. Un risotto zucca e cozze a me inizialmente è sembrata un’idea folle, eppure alla fine mi sono dovuta ricredere! La dolcezza della zucca smorza il sapore forte delle cozze e aggiunge un po’ di cremosità al piatto legando bene il tutto… insomma, l’esperimento si è rivelato un successo e quindi ecco qua la ricetta, che alla fine è molto semplice e anche piuttosto sana dato che per mantecare il riso non ho usato burro né formaggi ma solo un filo di olio evo 😉 

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Castagnaccio toscano

castagnaccio

Il castagnaccio dalle mie parti è una tradizione imprescindibile ogni autunno, un po’ come le caldarroste: arriva sulle tavole quando primi freddi iniziano a farsi sentire, quando si ha voglia di riaccendere il camino e passare la serata con una bottiglia di vino novello e qualcosa di buono da mangiare in compagnia. Non si può dire che quest’anno si abbia bisogno di camini accesi né che il clima sia propriamente autunnale, però siamo pur sempre alla fine di ottobre e a me era venuta una gran nostalgia del castagnaccio che mangiavo da piccola, a casa dei miei. Quindi mi sono fatta dare la ricetta da mia mamma e mi sono messa all’opera: si tratta di un dolce semplice, che si prepara in cinque minuti e che solitamente sparisce in poche ore. E’ ricco, sostanzioso e pieno di profumi e sapori tutti toscani: io ho usato la farina di castagne della Garfagnana e l’olio delle nostre colline- non avevo ancora a disposizione quello nuovo, ma voi se lo avete mettetelo, e darete al vostro dolce un sapore ancora più deciso e pieno. Poi tanta frutta secca – per me noci e pinoli, ma se le amate potete aggiungere anche le uvette – e una dose generosa di rosmarino per dare quell’aroma fresco e particolare. 
Tradizionalmente il castagnaccio è un dolce, io ad esser sincera me ne sono tagliata una fetta bella grande e ne ho fatto la mia cena, visto che non è affatto stucchevole ed è, come dicevo prima, molto sostanzioso. Se siete particolarmente golosi potete accompagnarlo anche a una bella cucchiaiata di ricotta fresca che sta benissimo in abbinamento e rinfresca un po’ il palato. E quando inizierà a far freddo vi consiglio anche di gustarlo tiepido, poco dopo averlo sfornato, quando la crosticina in superficie si è appena formata e l’interno è ancora un po’ molle, la frutta secca fragrante e il profumo di olio, rosmarino e castagne più intenso che mai.

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Cestini di cheese cake allo yogurt greco

mini cheese cake light

Non so a voi, ma a me la cosa che non convince granché del cheese cake è il fondo di biscotti sbriciolati e burro: mi sembra eccessivamente pesante, e poi se proprio devo comprare dei biscotti preferisco acquistarne di qualità e inzupparli in una bella tazza di caffè piuttosto che passarli al mixer e schiacciarli sul fondo di una tortiera. E’ un po’ una mia fissa, è vero – che poi la cheese cake classica piace a tutti e nessuno trova mai niente da obiettare in merito al sapore burroso della base. Ma dato che avevo in frigo della pasta fillo avanzata dalla preparazione di questa ricetta ho voluto provare a utilizzare quella come base croccante per creare dei piccoli cestini-cheese cake, e devo dire che il risultato mi ha convinta a pieno! 
Le mini cheese cake si sono rivelate anche molto semplici e veloci da preparare. Vi basteranno pochi ingredienti e potrete preparare un dolcino dell’ultimo minuto in caso vi si presentino a casa ospiti inattesi o abbiate voglia di portare in dono ai vostri amici un piccolo pensierino culinario, dolce ma senza peccato: burro ce n’è davvero pochissimo (solo il necessario a spennellare gli strati di fillo), panna o altri formaggi grassi sono completamente assenti e lasciano campo libero allo yogurt greco e a un pizzico di marmellata di lamponi.

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Biscotti vegan all’avena

biscotti vegan all'avena

Oggi torniamo a parlare di biscotti! Fare i biscotti è una cosa che mi rilassa un sacco, non serve pianificare nulla, in casa ci sono praticamente sempre gli ingredienti necessari a impastare qualche biscottino al volo e il solo pensiero che il giorno dopo avrò una colazione sana e fatta in casa ad aspettarmi mi mette di buonumore.
Questi biscotti sono nati dal tentativo di riprodurre i famosi Digestive – ho cercato varie ricette in rete e più o meno davano tutte le stesse indicazioni: farina di avena, burro fuso, zucchero bianco erano gli ingredienti più gettonati.
Io ho voluto stravolgere un po’ le cose: ho inserito anche la farina di kamut di cui adoro la resa in fatto a croccantezza, ho preferito usare uno zucchero di canna per rendere i miei biscotti ancora più rustici e ho sostituito l’olio di semi al burro, sia per renderli più leggeri sia perché leggendo gli ingredienti sulla confezione dei Digestive originali mi ricordo di aver letto che erano preparati con grassi vegetali e non animali. 
Alla fine ho sfornato dei biscotti semplici, sostanziosi e friabili, non troppo dolci, con un retrogusto caramellato dato dallo zucchero scuro e con la punta di sapidità tipica dei loro famosi cugini inglesi: se vi piacciono i biscotti di carattere questa è decisamente la ricetta che fa per voi!

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Pie di pasta fillo, zucchine e salmone

pie di pasta fillo salmone e zucchine

La ricetta di oggi è un piatto sfizioso e leggero, da servire come antipasto oppure come portata unica, magari accompagnato da un’insalata o da un contorno di verdure. 
Amo molto le torte salate e i pasticci ma spesso il tempo è tiranno quindi ho pensato a una ricetta che fosse veloce, semplice, da poter fare anche durante la settimana quando non si hanno a disposizione ore intere da passare ai fornelli ma si ha comunque voglia di una cenetta un po’ diversa dal solito. In questo mi è stato molto utile un rotolo di pasta fillo già pronta – ormai la si trova praticamente in ogni supermercato: la fillo è una pasta di origine greca che viene spianata in fogli sottilissimi, rimane estremamente croccante e friabile ed è un alleato prezioso sia nelle preparazioni dolci che in quelle salate. 
Per il ripieno ho utilizzato le ultime zucchine di stagione, del salmone affumicato e lo yogurt greco che ha dato cremosità alla farcia senza l’aggiunta di ulteriori grassi – a proposito, ci tengo a dirvi che potete preparare (e mangiare!)  questa torta senza sensi di colpa: gli unici grassi usati sono infatti l’olio utilizzato per saltare le zucchine e pochissimo burro fuso per spennellare gli strati di pasta fillo.
L’ideale è servire la torta tiepida, una mezz’ora dopo averla sfornata, ma se dovesse avanzarvi una porzione o se aveste necessità di prepararla con più anticipo potete riscaldarla passandola in forno a bassa temperatura (100/120°) per un quarto d’ora circa e la pasta tornerà croccante – vi sconsiglio invece l’uso del microonde che non garantirebbe lo stesso risultato.

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Tortine al farro, nocciole e yogurt greco

tortine al farro, nocciole e yogurt greco

E’ arrivato anche settembre: dopo i mesi estivi si riparte con una ricetta sana, semplice e golosa. Si ricomincia, come sempre, dalla colazione, con queste tortine soffici, preparate con la farina di farro della Garfagnana comprata durante una delle gite estive in montagna, lo yogurt greco che regala morbidezza senza però aggiungere grassi, e con tutta la golosità delle nocciole. In più, un po’ di semi di lino che fanno tanto bene e che non mancano mai nella mia dispensa.
L’ispirazione per preparare questi dolcetti mi è venuta grazie ad una sfida tutta nuova, quella di Sei in cucina:  sei ingredienti al mese con cui giocare e preparare una ricetta a tema: in questo caso, il rientro a scuola (o al lavoro, per i più grandicelli). E cosa c’è di meglio per affrontare di nuovo il suono della sveglia di una tortina morbida, profumata e fatta in casa?

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Clafoutis alle cliegie

clafoutis alle cliegie

Non c’è niente da fare, l’estate, ogni anno, mi sospende. Arriva il caldo e io vorrei solo godermi il più possibile questa stagione che tanto amo e che già so sarà troppo breve. Mi viene voglia di uscire la sera, di stare all’aria aperta, di svegliarmi presto la mattina per andare a camminare, di ritagliarmi un po’ di tempo nel weekend per passare qualche ora in spiaggia. Purtroppo le giornate non diventano miracolosamente di trentasei ore quindi è difficile conciliare tutti questi piaceri con i doveri quotidiani… all’inizio cerco di non lasciare indietro niente, poi ovviamente non ce la faccio e puntualmente ogni anno mi ritrovo addosso una stanchezza colossale. E ogni anno mi ricordo che devo rallentare.
Che il bello dell’estate è anche questo: impigrirsi un pochino, accettare i propri limiti e mettere in stand-by alcune passioni per dedicarsi ad altre. Sono stata poco presente qui perché sono stata poco ai fornelli, e devo ammetterlo, mi è mancato, sì, ma è stato un allontanamento naturale, necessario. Un po’ perché con il caldo viene meno l’appetito che è fondamentale per immaginare, progettare e realizzare qualsiasi ricetta… un po’ per pura e semplice pigrizia: se in ottobre aspetto il venerdì sera per mettermi il grembiule e chiudermi in cucina, a giugno appena uscita dall’ufficio vorrei solo fiondarmi a fare aperitivo con un bello spritz fresco senza dover accendere un fornello o rigovernare un piatto!
Detto ciò, ogni tanto la voglia di un dolcino fatto in casa si fa troppo insistente per non essere soddisfatta, e allora che si fa? Si ricorre a ricette semplici, veloci e magari a base di frutta di stagione, come quella del clafoutis. 

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Crostata con frolla vegana al riso e mandorle

crostata con frolla vegana al riso e mandorle

Riguardo alla frolla, devo dire di essere sempre stata una purista. Okay alle torte soffici senza burro, preparate con olio o yogurt, okay ai biscotti sani e integrali, ai dolcetti light da colazione, ma quando si parlava di crostate per me il presupposto imprescindibile era sempre e comunque una frolla burrosa e friabile.
Mettici anche che in passato ho avuto esperienze non molto positive quando ho provato a sostituire il burro con l’olio, per non dire drammatiche quando provai a mettere come parte grassa lo stracchino – pensavo di aver avuto un colpo di genio, in fondo nessuno lo aveva mai fatto prima… eh beh, effettivamente c’era un motivo per cui nessuno ci aveva mai provato… più che una frolla mi uscì fuori dal forno un mattoncino durissimo fuori e gommoso dentro, praticamente immangiabile! 
In effetti in pasticceria non si può improvvisare: meglio affidarsi ai professionisti, a una ricetta base affidabile, e poi magari personalizzare. Così la scorsa settimana, rimasta da sola a casa e senza programmi per la serata, mi è venuta in mente la frolla vegana di Montersino. Avevo visto splendidi risultati su vari blog in giro per il web e ho deciso di provare a personalizzare un po’ la ricetta in base ai miei gusti, mantenendo le proporzioni tra zucchero, farina e liquidi.
La scelta è caduta sulla farina di Kamut, che avrebbe dato la giusta croccantezza, e su quella di riso di cui adoro il profumo – per rafforzare ulteriormente l’aroma ho messo anche olio di riso anziché il classico olio di semi.
Ho adattato le dosi alle dimensioni della mia teglia e regolato la quantità di acqua in base alla consistenza dell’impasto: al primo tentativo ho ottenuto una frolla che si lavorava discretamente bene ma che ancora presentava qualche difficoltà nel ritagliare le striscine. Al secondo giro ho deciso di sostituire una piccola parte della farina di riso, che dà una struttura piuttosto fragile all’impasto, con della farina di mandorle, che aiuta a compattare la frolla grazie agli oli che contiene e che si sposa alla perfezione con le mandorle a lamelle con cui ho spolverato la mia crostata. Ed ecco quindi la ricetta per la mia frolla vegan definitiva, che, ve lo garantisco, non vi farà rimpiangere quella classica! Settici? Beh, lo ero anch’io… preparatevi a ricredervi 😉

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Crema Budwig – la mia versione

crema budwig

Ormai tutti sanno che la colazione è il pasto più importante della giornata: a me piace sperimentarne sempre di nuove, e del resto si capisce benissimo già dal nome del blog quanta importanza abbia per me la scelta del cibo da portare in tavola al mattino. Proprio per questo ci tenevo moltissimo a proporre questa ricetta, che consente di preparare in maniera veloce e semplice una colazione sana, ottimamente bilanciata dal punto di vista nutrizionale e ideale per far funzionare al meglio la macchina perfetta che è il corpo umano, fin dal risveglio.
Non si tratta solo di cibo, ma di un vero e proprio strumento per garantire il benessere del nostro corpo: la crema Budwig infatti non l’ho conosciuta tramite riviste o siti di cucina, ma grazie a un medico che me ne ha parlato e che me l’ha consigliata nell’ambito di un trattamento contro la disbiosi intestinale.
Al giorno d’oggi è sempre più frequente che la flora intestinale perda il proprio equilibrio: spesso mangiamo cibi raffinati poveri di nutrienti e non diamo al nostro corpo il giusto apporto di fibre. Tempo fa rimasi molto colpita da un’intervista in cui il prof. Berrino, noto medico ed epidemiologo che da tempo si spende per promuovere un’alimentazione più ricca di cereali integrali e fibre e più povera di proteine animali e zuccheri, fece notare come oggi ormai mangiamo solo cibi sterili anziché consumare alimenti vivi e attivi, in grado di mantenere in ordine tutta la flora che popola i nostri bei pancini.
La crema Budwig è un ottimo rimedio a questa carenza: ogni ingrediente ha una funzione specifica e agisce in sinergia con gli altri, massimizzandone i benefici. La ricetta è stata promossa dalla dottoressa Kousmine, medico svizzero inventrice dell’omonimo metodo Kousmine, uno stile alimentare che raccomanda l’assunzione di cibi integrali, proteine vegetali, pesce e oli spremuti a freddo e consiglia invece di limitare o addirittura eliminare le carni, le farine raffinate e gli zuccheri. Al di là dell’ipotetica efficacia nell’ambito della prevenzione del cancro o di altre malattie degenerative, che non è mai stata scientificamente dimostrata, le linee guida del metodo sono sicuramente strumenti utili per mantenerci in forma e in salute. La dottoressa Budwig, collaboratrice della Kousmine, inventò questa crema che è un degno manifesto della filosofia kousminiana.

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CONSIGLIA Tronchetto di natale