• tordelli lucchesi al ragù
    highlights,  pasta fresca,  pasta ripiena,  piatti della tradizione,  primi piatti

    Tordelli lucchesi al ragù

    Sarò banale ed esordirò dicendovi che no, non è un errore di battitura, i tortelli di carne tipici della lucchesia si chiamano proprio così: tordelli, con la D 😉

    Sempre a mia discolpa segnalo che questa è semplicemente la mia ricetta, la mia versione insomma, e non ha nessuna pretesa di ‘ufficialità’.
    Tradizione vuole che i tordelli si preparino con gli avanzi degli arrosti messi da parte e non con carne cotta appositamente, ma non mangiando molto spesso maiale o manzo non avevo avanzi a disposizione e quindi ho utilizzato dei bocconcini scottati in padella con salvia e rosmarino e sfumati al vino bianco.
    Disclaimer numero due: nei tordelli originali andrebbe messo del timo selvatico, detto anche pepolino, erbetta che non amo e che comunque in casa mia non viene usata e che quindi ho omesso.

  • migliaccio napoletano
    carnevale,  highlights,  piatti della tradizione,  torte

    Migliaccio napoletano

    Solitamente a Carnevale faccio uno strappo alla regola e friggo: non succede spesso nella mia cucina, ma una volta l’anno faccio volentieri un’eccezione per frittelle, cenci e castagnole! Quest’anno però ho voluto provare per la prima volta una ricetta di Carnevale alternativa: non il classico dolcetto fritto ma una torta alta e umida a base di latte, ricotta e semolino: il migliaccio napoletano.

    Sul web ce ne sono tante versioni, io mi sono affidata a quella di Tavolartegusto e mi sono trovata benissimo: cottura perfetta, consistenza omogenea e cremosa, gusto delicato e agrumato. Insomma, per chi non ama friggere ma vuole ugualmente festeggiare il Carnevale questa è davvero la ricetta giusta, facile da preparare e anche piuttosto leggera ( ci sono solo 50 gr di burro in tutta la torta!).

    Non mi dilungo oltre, vi lascio alla ricetta e vi ricordo che trovate qui potete trovare le altre ricette tipiche di questo periodo preparate gli scorsi anni! 

  • canederli allo speck
    highlights,  piatti della tradizione,  piatto unico,  primi piatti

    Canederli allo speck

    A quanto pare l’anno nuovo ha portato aria di novità qui sul blog: questa è la terza ricetta salata di fila che vi propongo! Presto torneranno anche i miei amati biscotti da colazione e le torte, ma sto sperimentando tanti piatti nuovi e mi sto appassionando a fotografare anche i salati e quindi… eccoci qua oggi con un bel piatto di canederli!

    Da me in Toscana questo piatto non è molto popolare o diffuso, quindi ho dovuto aspettare una vacanza sulle Dolomiti, qualche anno fa, per assaggiare i canederli allo speck.  In realtà anche da noi si trovano in qualche supermercato,  ma ovviamente ho preferito assaggiare direttamente gli originali nel loro paese natio piuttosto che acquistarne di precotti.

    L’aspettativa è stata ampiamente ripagata:  mi ricordo benissimo il primo assaggio, quel sapore intenso, la consistenza bella corposa, il burro fuso e il formaggio grattugiato a fare da contorno… ho adorato da subito questo piatto, e subito ho capito che la mia versione preferita è quella asciutta, senza brodo, e con lo speck all’interno. Buoni anche quelli verdi con le erbette e quelli fucsia alla barbabietola, ma i classici allo speck per me vincono a mani basse!

    Ammetto che prepararli ha richiesto vari tentativi e aggiustamenti delle dosi, soprattutto la cottura potrebbe darvi qualche problema a seconda del tipo di pane che avete usato. Il mio consiglio è di procedere per gradi, bollire un canederlo, vedere se sta insieme ed eventualmente aggiungere ulteriore farina all’impasto. In ogni caso io ho bollito al massimo 2/3 canederli alla volta e ad un bollore non troppo forte per evitare che si scontrassero tra loro, rovinandosi. Servirà un po’ di pazienza ma ne vale assolutamente la pena: porterete in tavola un piatto tradizionale goloso, sostanzioso e ricco!

  • torta della nonna
    dessert,  frolla,  highlights,  piatti della tradizione,  torte

    Torta della nonna

    La torta della nonna è un classico della pasticceria italiana, e su questo non si discute.
    Però, ad  essere sincera, io non sono mai stata una sua grande fan. O meglio, non sono (o dovrei dire ero?) mai riuscita a sfornarne una che mi soddisfacesse del tutto. Sembra una ricetta banale, ma in realtà non è affatto facile azzeccare la giusta cottura della frolla, il perfetto grado di dolcezza, ottenere quel buon profumo di pinoli tostati e vaniglia…. io poi ho una fissazione per i dolci in cui si sente troppo la presenza dell’uovo, proprio come dice sempre mia nonna se una torta ‘sa di uova’ già dall’odore allora non voglio nemmeno assaggiarla. E si sa, nella torta della nonna di uova, specialmente di tuorli, ce ne sono un bel po’.

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