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    Zuppa di salmone & patate con broccoli e panna acida

    Natale per me vuol dire biscotti (l’ho ripetuto mille volte e mille volte ancora lo ripeterò!) ma è anche vero che non si vive di soli dolci e che la tavola delle feste richiede pure dei piatti salati, possibilmente confortanti e magari un pochino più eleganti del solito, pur senza stravolgere troppo la tradizione.
    Il salmone è un ingrediente principe delle tavole natalizie ed è protagonista in questa zuppa calda, sostanziosa e confortante dal sapore nordico. La panna acida contrasta in modo perfetto con il gusto avvolgente e dolce di patate e porri e gli aromi danno una freschezza particolare: potete scegliere l’aneto per una versione marcatamente scandinava oppure, se volete restare sul politically correct e accontentare anche i gusti dei più tradizionalisti, utilizzare una spolverata di erba cipollina.
    Anni fa avevo replicato la zuppa di salmone di Emanuela  e l’avevo trovata deliziosa. Questa zuppa parte da lì, e poi devia un po’ verso nord, prendendo una sfumatura natalizia e decisamente hygge. I broccoli sono una mia aggiunta, con la cucina scandinava non c’entrano nulla, è vero, ma volevo creare un piatto che fosse completo anche dal punto di vista nutrizionale, quindi oltre alle proteine del pesce e ai carboidrati delle patate ho voluto aggiungere un po’ di verdure di stagione. All’assaggio la zuppa mi è sembrata perfettamente equilibrata e quindi ve la ripropongo esattamente come l’ho preparata io, con questo mix di sapori che sembrano forse azzardati ma che, fidatevi, stanno benissimo insieme 😉

  • torta salata verdure primaverili
    antipasti,  aperitivo,  light,  piatto unico,  primavera,  torte salate,  vegetariano,  verdure

    Torta salata di ricotta & verdure primaverili – Re-cake #32

    La torta salata di oggi è un vero e proprio omaggio alla primavera che è ormai ufficialmente arrivata, anche se tarda a farsi sentire. Siamo arrivati a quel periodo dell’anno in cui si ha voglia di uscire all’aria aperta e godersi le giornate che si allungano, invece le temperature rimangono praticamente invernali e il sole si fa vedere di rado. Io sono reduce da quasi due settimane chiusa in casa tra influenza e bronchite e non ne posso più di pioggia e cielo grigio… ma è anche vero che non tutto il male viene per nuocere e i giorni di convalescenza sono stati utili sia per fare qualche esperimento in cucina che per riordinare la mia casetta virtuale, riorganizzando un po’ gli spazi e cercando di renderla più accogliente per le ricette che ospiterà in futuro. E poi anche se continua a far freddo la primavera si intravede lo stesso, nell’allungarsi delle giornate e – almeno per me – nella voglia di cibo sano, verdure fresche e piatti leggeri e colorati. Ogni anno in questo periodo inizio a sentire il bisogno di cambiare dieta, di fare spazio a prodotti freschi, insalate e piatti unici e mettere da parte i dolci più elaborati e le zuppe invernali. In fondo una delle cose migliori della cucina è il suo essere un modo per ascoltare se stessi e il proprio corpo e soddisfarne le necessità a seconda delle stagioni (di contro, niente mi fa sentire più ‘malata’ che perdere l’appetito… pensare al cibo con un senso costante di nausea è stata la cosa più triste dei giorni in cui ero influenzata, un po’ come se mi avessero tolto la fame per la vita in generale!).
    Ma torniamo alla ricetta: la base è una pasta fillo, molto leggera, croccante e senza burro – solo un po’ di olio di oliva per spennellare gli strati; il ripieno è a base di ricotta e verdure primaverili: porro, asparagi e carciofi. Per la prima volta ho preparato la pasta fillo in casa e devo dire che mi aspettavo di peggio, in realtà non è affatto una cosa impossibile, basta avere pazienza, stendere gli strati sottili e poi sovrapporli, vi basteranno tre o quattro fogli per ottenere il tipico effetto friabile e creare un guscio leggero e croccante per la vostra torta. Per la farcia ovviamente potete scegliere le verdure di stagione che preferite, il tris porro-asparagi-carciofi a me è piaciuto molto ma le possibilità sono molteplici, come potete vedere sbirciando sulla pagina fb di Re-cake.

  • minestra lenticchie speziata
    light,  piatto unico,  primi piatti,  vegetariano,  zuppe

    Minestra di lenticchie speziata

    Oggi ci rimettiamo un pochino in riga… del resto, nonostante il freddo polare della scorsa settimana potesse far sembrare il contrario, siamo già a marzo e la prova costume si avvicina a grandi passi! Quindi lasciamo un attimo da parte dolci, glasse e creme e parliamo di un piatto unico sano, leggero e pieno di spezie che fanno bene alla salute.
    Questa minestra a casa mia è stata un must dell’inverno appena trascorso, è nata per caso una sera in cui non avevo le idee molto chiare su cosa portare in tavola: da un lato si faceva sentire il bisogno di una sorta di zuppa calda e confortante, dall’altro mi era tornato in mente il ragù di lenticchie adocchiato in vari blog negli scorsi mesi, in cui i legumi prendono il posto del macinato di carne per condire la pasta. Quello che vedete nelle foto è il risultato: non una vera zuppa, ma nemmeno una pasta asciutta: una minestra speziata, sostanziosa e leggermente piccante arricchita dal sapore classico e ricco della pasta all’uovo.
    Le spezie, si sa, sono preziose per la salute, così come le proteine vegetali che cerco di inserire in modo sempre più vario nella mia dieta. Inoltre c’è da dire che i legumi saziano molto e quindi questa minestra sarà un piatto unico perfetto, pur contenendo appena 25 grammi di pasta per persona. Io ho utilizzato una pasta lunga spezzettata con le mani – chi non ha in dispensa un nido di tagliatelle avanzato in cerca d’autore?! – ma andranno benissimo anche quadrucci, maccheroncini oppure tubetti di pasta di grano duro per una versione vegana del piatto.

  • inverno,  piatti della tradizione,  piatto unico,  vegan,  vegetariano,  verdure

    Farinata toscana di cavolo nero

    La ricetta di oggi è un po’ diversa da quelle che pubblico solitamente: non si parla di pasticceria, nè di dolci da colazione, tantomeno di cucina moderna, light o fusion. La farinata è un piatto antico, povero e al tempo stesso sostanzioso, una di quelle ricette che rischiano di andar perse nel corso degli anni e che invece devono essere assolutamente ricordate e tramandate. In occasione della prima frangitura dell’anno l’ho servita in tavola come omaggio all’olio nuovo, e ho deciso che d’ora in poi entrerà a far parte del nostro menu settimanale, almeno finchè avremo a disposizione il cavolo dell’orto 🙂
    Per preparare una buona farinata, oltre ovviamente alle materie prime di qualità, l’elemento essenziale è il tempo: servono come minimo 24 ore per prepararla a regola d’arte, e il riposo tra una fase è l’altra della preparazione è assolutamente necessario per avere un buon risultato. In pratica si prepara una minestra di cavolo nero, fagioli e patate, la si lascia riposare per mezza giornata o un giorno intero, poi la si riporta a bollore e si aggiunge la farina di mais per ottenere una specie di polenta. Quest’ultima a sua volta dovrà raffreddarsi bene: io la faccio riposare per una notte intera, in un piatto fondo, in modo che si formi una cupola soda come quella che vedete nelle foto; poi taglio delle fette e le faccio rosolare in un tegame con dell’olio caldo; appena si forma una leggera crosticina inzio a mescolare con il cucchiaio in modo che le fette si sfaldino e la farinata si riscaldi e si insaporisca bene, e infine servo con un altro filo di olio nuovo a crudo e una macinata di pepe nero.
    Lo so, la faccenda è lunga, ma ne vale la pena. I nostri nonni sapevano cosa facevano, avevano cerato un piatto che dal punto di vista nutrizionale è assolutamente completo, ricco di vitamine, proteine vegetali e con la giusta dose di carboidrati, conforme alle raccomandazioni dei nutrizionisti odierni. E se vi sembra che sia un piatto ormai superato, che ha fatto il suo tempo, mettiamola così: mia nonna quando cucinava vegano, cucinava da dio 😉

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