• pane semola
    highlights,  lievitati

    Pane ad alta idratazione con semola rimacinata

    Il pane di oggi ha degli alveoli grandi e irregolari, una alta percentuale di idratazione ed è preparato con lievito di birra fresco. Approfitterò di questo post per fare un po’ un riepilogo di quello che ho imparato sul pane negli ultimi mesi, quindi se siete già esperti in materia vi autorizzo a saltare direttamente alla ricetta 😉

    Come già vi ho raccontato in questo post la biga si è rivelata un’alleata indispensabile per ottenere un buon risultato; si tratta di un preimpasto da fare la sera prima – niente di complicato, basta impastare grossolanamente acqua, farina e lievito – da lasciar maturare per 16-20 ore a una temperatura di 18/20°. In estate sarà necessario giocare un po’ con il frigo e capire i tempi di maturazione della biga alternando il riposo in frigo a quello a temperatura ambiente.

  • brioche leggere crema
    colazione,  highlights,  lievitati,  senza burro

    Brioche leggere alla crema

    Quando ho visto queste brioche sul blog di Elena ho deciso che avrei dovuto provarle al più presto, e così è stato!
    Mi hanno subito conquistata perché si preparano in modo semplice, i tempi di lievitazione non sono eccessivamente lunghi, e oltretutto non contengono burro ma solo poco olio di semi (o di riso, nel mio caso) e hanno anche poco zucchero all’interno.

    Insomma, sono perfette se volete una colazione gustosa ma non eccessivamente calorica! La farcitura è a base di crema pasticcera ma niente vieta di utilizzare della confettura per una versione ancora più facile e veloce.

    Nelle istruzioni trovate anche due piccoli video  in cui potete capire meglio come fare il giro di pieghe e come dare la forma intrecciata – è decisamente più facile mostrarlo (e farlo!) che spiegarlo a parole 😉 

     

  • Stollen
    dal mondo,  lievitati,  natale

    Stollen di Natale

    Lo Stollen  – o Christstollen – è un dolce lievitato tipico della tradizione natalizia tedesca. Quando l’ho visto sul blog di Terry mi ha subito incuriosito: speziato, burroso, ricco di frutta secca e candita… la ricetta mi ispirava decisamente fiducia.
    Così ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che questo dolce ha radici antichissime, che pare risalgano addirittura al 1.329. Mi sono detta, beh, proviamoci, se è così antico e la ricetta è stata tramandata per tutti questi anni avrà sicuramente qualcosa di speciale… e poi le indicazioni di Terry erano così accurate e precise che ho avuto subito chiaro il procedimento e i tempi di lavorazione.

    Vi dico subito che per sfornare lo Stollen servono tre giorni: il primo per preparare il lievitino e mettere a macerare la frutta, il secondo per fare l’impasto vero e proprio e il terzo per formare e cuocere i vostri filoni.
    Ma non fatevi scoraggiare: il reale impegno non è molto, perché tutte le fasi sono contraddistinte da tempi di lavorazioni brevi, a fronte di lunghi tempi di riposo, in frigo o a temperatura ambiente. E in ogni caso, vi garantisco che vale la pena faticare un po’: lo Stollen ha un profumo pazzesco, una consistenza tutta particolare ed  è talmente ricco di profumi speziati e di sapori decisi che vi conquisterà al primo morso!
    Come se non bastasse, per prepararlo basterà del semplice lievito di birra, non occorre avere a disposizione il ievito madre.

    Il post a cui mi sono ispirata lo trovate qui, e io ringrazio davvero Terry che con la sua esperienza e le sue accurate spiegazioni ha fatto sì che anch’io potessi replicare la sua ricetta senza intoppi!

    Io ho fatto due Stollen, che ho poi sporzionato e in parte regalato. Voi potete anche raddoppiare le dosi se volete, dato che questi dolci si mantengono a lungo ben avvolti nella pellicola trasparente. Inoltre potete personalizzare la farcitura secondo i vostri gusti: ad esempio io non ho messo le uvette perché non le amo e ho usato albicocche secche, scorzette di arancia candita e mandorle. Niente vieta di utilizzare fichi secchi, noci, nocciole e ciò che vi suggerisce la fantasia.

  • focaccia con la biga
    highlights,  lievitati

    Focaccia con la biga

    Dopo aver provato con gran soddisfazione il pane con la biga di Stefania, oggi torno a replicare una sua ricetta : la focaccia con la biga.

    Avete presente la biga dell’antica Roma, trainata dai cavalli? Bene, la biga di cui parliamo oggi farà lo stesso per il vostro impasto: lo trainerà con energia verso una lievitazione perfetta, utilizzando  pochissimo lievito: nel mio caso, per una teglia di focaccia sono bastati 2 grammi di lievito di birra fresco.

    Ma come si fa la biga? Niente di più semplice: dovrete impastare acqua, farina e lievito fino a che tutta la farina non sarà bagnata – il composto va lavorato poco, non deve formarsi un impasto con una maglia glutinica, è sufficiente che gli ingredienti si uniscano; poi si procede al riposo di 18/20 ore a una temperatura di 18/20°, e il giorno dopo si utilizza questa base per l’impasto definitivo, aggiungendo il resto – in questo caso, ancora farina e acqua, un po’ di zucchero, sale e olio.

    Ho imparato a mie spese che la temperatura è fondamentale nella maturazioone della biga: in primavera, quando in casa ormai avevo 22/23 gradi, ho provato a farla riposare  a temperatura ambiente e si è rovinata. La soluzione durante la stagione calda sta nel giocare con il frigo, facendo in modo che il pre impasto possa maturare ma senza superare mai i 20° e quindi facendolo riposare inizialmente in frigorifero e riportandolo a temperatura ambiente solo dopo qualche ora.

    La bella notizia è che per il momento possiamo procedere tranquillamente come da ricetta, dato che il freddo si fa sentire un po’ dappertutto e siamo ormai alle porte dell’inverno… e cosa c’è di meglio di una bella teglia di focaccia calda per coccolarsi un po’?

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