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    Stelline di marzapane alla cannella – Zimtsterne

    La rassegna dei dolci natalizi comincia ufficialmente con queste stelline di marzapane che profumano di cannella: le Zimsterne, biscottini tipici dei paesi del Nord Europa. La cosa che amo di più di questi dolcetti è che sono facilissimi da impastare e si infornano subito, senza bisogno di far riposare l’impasto, mentre la fase più laboriosa e lenta è quella del glassaggio. Ogni stellina va ricoperta con la sua bella glassa bianca e poi, se si vuole, decorata con confettini argento o oro. Francamente poche cose mi rilassano come accendere le lucine natalizie e decorare biscottini, meglio ancora se in compagnia… quindi il mio consiglio è di procurarvi tutti gli ingredienti e poi, alla prima giornata piovosa e grigia che vi capita di avere libera, mettervi all’opera insieme ai vostri cari. Sarete ripagati da tanta dolcezza e dal profumo di Natale che si spanderà per tutta la casa!
    A dire il vero avevo già provato le zimsterne due anni fa, ma nel frattempo ho perfezionato la ricetta e scattato foto più carine – diciamo che questo post annulla e sostituisce il precedente 😉  I consigli più importanti che mi sento di darvi riguardano lo spessore a cui stendere l’impasto che dovrà essere di un centimetro circa, ovvero più alto di quello che si usa di solito per i biscotti, proprio perchè le zimtsterne devono restare morbide e non dovranno diventare croccanti nè friabili; seconda cosa, non cuocetele troppo: 10′ a 150° per delle stelline della grandezza che vedete in foto saranno sufficienti; dovrete sfornarle ancora chiare e morbide, altrimenti diventeranno troppo secche e non avranno più quella consistenza simile a marzapane che le caratterizza. Inoltre, io ho usato acqua calda per stemperare lo zucchero a velo della glassa e non l’albume come indicato nella ricetta originale; preferisco evitare l’utilizzo dell’albume crudo seppur in una quantità così limitata. Le stelline saranno un po’ meno lisce e lucide, ma comunque carine, e la vostra salute non correrà alcun rischio. Dato che questi biscottini sono perfetti anche come regalo natalizio, rischiare è ancora più sconsigliato 🙂
    [La ricetta è tratta dal libro Regali Golosi di Sigrid Verbert, che io vi consiglio spassionatamente, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui le idee per i regalini mangerecci non bastano mai!]

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    Leckerli

    Continua la maratona di biscottini natalizi: se con i linzer cookies dello scorso post siamo andati in Austria, oggi invece ci spostiamo in Svizzera, e per la precisione a Basilea, città d’origine dei leckerli 🙂
    Quando offro a qualcuno uno di questi biscottini, prima chiedo: ti piace il panforte? Perchè in effetti i sapori si assomigliano molto: spezie, miele e frutta secca sono presenti in gran quantità in entrambe le ricette, e si sa, con un mix del genere si ottiene un risultato che si può amare alla follia o sopportare a malapena.
    Quindi vi avverto, i lekerli fanno per voi solo se amate i dolci dal gusto deciso, marcatamente speziati, profumati di miele e belli consistenti – restano infatti piuttosto duretti, quindi se siete del partito dei frollini che si sciolgono in bocca vi consiglio di astenervi. Se invece amate i biscotti di carattere e avete i denti buoni, accendete pure il forno e godetevi questo gemellaggio natalizio Siena-Basilea 😉

  • linzer cookies
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    Linzer cookies

    Sono ripetitiva se dico che Natale per me vuol dire biscotti?  Non c’è niente da fare, ogni anno non vedo l’ora che dicembre arrivi per mettermi a sfornarne a più non posso. Che poi uno i biscotti può farli tutto l’anno, ogni volta che vuole – e a dirla tutta non è che io me li faccia mancare nemmeno da gennaio a novembre… ma con l’albero acceso e il freddo fuori è tutta un’altra storia! C’è un calore speciale che si spande per casa ogni volta che inizio a ritagliare con cura e lentezza stelline, alberini, comete e omini di pan di zenzero, e gli aromi di burro, vaniglia e cannella mescolati insieme sbuffano fuori dal forno e vanno ad appannare i vetri.
    I linzer coookies sono tra i più celebri biscottini natalizi, da tempo volevo sperimentarli e come spesso accade ho deciso di affidarmi a una ricetta pubblicata da Sigrid sul suo Cavoletto di Bruxelles , che non delude proprio mai. In pratica si tratta di una frolla montata preparata con cannella e farina di mandorle, farcita poi con marmellata ai frutti rossi – io ho sperimentato anche le versioni al cioccolato bianco e al latte e devo dire non sono affatto male, ma ovviamente la marmellata rinfresca di più e alleggerisce un po’ il risultato finale, cosa in questo caso altamente consigliabile visto la quantità di burro presente nella frolla.
    Il sapore finale è molto particolare ma al tempo stesso delicato, grazie a un mix di aromi che si sposano alla perfezione tra di loro – vaniglia, mandorla, cannella e zucchero di canna. In più, l’impasto non è eccessivamente dolce e contrasta perfettamente con il sapore zuccherino della marmellata.
    I linzer sono ideali anche da confezionare e regalare dato che i sapori si amalgamano meglio un paio di giorni dopo la preparazione: saranno particolarmente apprezzati da chi ama i biscotti morbidi, ricchi di burro e che si sciolgono lettealmente in bocca.

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    Ricciarelli di Siena

    Oggi vi racconterò tutto quello che ho imparato sui ricciarelli: mettetevi comodi, è una lunga storia 😉
    Intanto, non sono affatto facili da fare. O meglio,  con una ricetta testata e collaudata li può fare anche un bambino, in cinque minuti e sporcando solo una ciotola. Ma se uno non sa da dove iniziare questi piccoli, candidi e in apparenza innocenti biscottini possono dare del filo da torcere! A me son servite cinque o sei prove prima di arrivare ad un risultato soddisfacente, e alla fine la ricetta vincente non è stata una delle tante che avevo trovato in rete ma quella che mi ha dato un collega – uno che in cucina se la cava direi molto, molto bene!
    Partiamo con il dire, per chi non lo sapesse, che gli ingredienti fondamentali del ricciarello sono mandorle in farina, mandorle amare – che al bisogno si possono sostituire con una fialetta di aroma alla mandorla – zucchero  –  semolato e a velo – e albumi d’uovo.
    Molte ricette prevedono un tempo riposo piuttosto lungo : in alcune si mescola la farina di mandorle con uno sciroppo di acqua e zucchero e solo dopo diverse ore si inseriscono gli albumi, in altre si prepara il composto di albume, mandorle e zucchero e si lascia riposare una notte intera prima di procedere alla cottura. Sono partita con questo metodo, pensando che la pazienza mi avrebbe premiata, ma ho ottenuto un biscotto gommosetto all’interno, con una consistenza appiccicosa, quasi caramellata, e non morbida e soda come quella di un ricciarello degno di questo nome.
    La via più breve in questo caso si è rivelata quella vincente: mescolare tutto, spianare, e infornare. Sembra semplice ma c’erano ancora dei dubbi da risolvere: albume montato o appena sbattuto? Zucchero a velo o semolato? Lievito sì o no? E quanto?
    La prova con l’albume montato e con una maggiore quantità di lievito ha prodotto

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