• besan ladoo ai pistacchi
    biscotti,  colazione,  dal mondo,  dessert,  frutta secca

    Besan Ladoo ai pistacchi

    Probabilmente molti di voi non avranno mai sentito nominare i ladoo (o laddu) indiani. Io stessa li ho scoperti solo poche settimane fa – grazie a questo post su instagram – e devo dire che mi hanno subito incuriosita moltissimo, sia per l’utilizzo della farina di ceci –  un ingrediente che ultimamente utilizzo spesso, e che apprezzo sia per il sapore sia per il suo apporto di proteine vegetali che cerco di integrare sempre di più nella mia dieta – sia per la presenza di un ingrediente per me nuovo: il ghee.
    Il ghee – o burro chiarificato – si ottiene facendo fondere il burro e togliendo con una schiumarola la parte che affiora in superficie: vengono così rimosse le proetine, la parte acquosa e la caseina. I vantaggi del ghee rispetto al burro classico sono molteplici: innanzitutto ha un punto di fumo più alto quindi può essere utilizzato per friggere e far dorare i cibi senza il rischio che si sviluppino sostanze nocive; inoltre è privo di lattosio e quindi adatto anche agli intolleranti. Ma soprattutto il ghee è un ingrediente molto più salutare del burro tradizionale: è ricco di di vitamine e di acido burritico, che favorisce la digestione e la buona salute dell’intestino; ha proprietà antiossidanti e aiuta a proteggere l’apparato cardiovascolare e a tenere bassi i livelli di colesterolo. Non a caso in oriente è considerato un ingrediente preziosissimo: la medicina ayurvedica gli riconosce da sempre proprietà depurative e antinfiammatorie, e nella cucina indiana viene spesso utlizzato in abbinamento alle spezie perchè è in grado di veicolare al meglio le sostanze benefiche che queste contengono. 

  • new york cheese cake cioccolato bianco e fragole
    cake,  cheese cake,  cioccolato,  dal mondo,  dessert,  frutta,  highlights

    New York cheese cake al cioccolato bianco & fragole

    La cheese cake per me è un classico della primavera: primo, perchè con le fragole fresche l’abbinamento è tanto scontato quanto perfetto; secondo, perchè è il dolce ideale da portare a pic nic e scampagnate, in grado di sopportare qualche ora fuori dal frigo senza squagliarsi ma al tempo stesso molto più cremoso e invitante di una semplice crostata o torta da forno.
    La mia ricetta storica, che uso da anni e che colpevolmente manca da queste pagine (devo rimediare!) è ottima in quanto a sapore ma ha sempre avuto un aspetto poco invitante: bassina, pallida, con uno strato di crema al formaggio alto appena due o tre centimentri.
    Per moltissimo tempo ho cercato la ricetta giusta per una cheese cake che  rimanesse bella alta, senza sgonfiarsi dopo la cottura, con un impasto che si presentasse leggero e soffice, insomma una new york cheese cake degna di questo nome. Ci sono voluti davvero molti tentativi prima di ritenermi soddisfatta, ma dopo torte che durante la cottura sembravano favolose e poi si ‘sedevano’ miseramente appena sfornate, altre rimaste troppo asciutte e pesanti al palato, altre ancora con basi improbabili che si sbriciolavano all’affondare del coltello rendendo la fetta impresentabile, mi sono imbattuta nella ricetta di Tania: semplice da preparare e perfetta nel risultato!

  • mini pavlova frutti rossi
    dal mondo,  dessert,  frutta,  gluten free

    Mini-Pavlova ai frutti rossi

    Se devo essere sincera, ho deciso di preparare la pavlova principalmente per il suo aspetto esteriore. L’ho sempre trovata bellissima, uno di quei dolci dall’aspetto incredibilmente chic, elegantissimi da portare a tavola che già al primo sguardo fanno fare un figurone a chi li ha preparati. Sul sapore, bhè, pensavo che sarei andata sul sicuro, sul classico, sul già conosciuto: meringa, panna, frutta – tutti gusti piuttosto prevedibili e forse anche un filino troppo stucchevoli per una come me che non ama i dolci ‘troppo dolci’.
    E invece.
    Avevo appena finito di immortalare questi piccoli nidi di meringa, quando mi sono seduta al tavolo della colazione per assaggiare il frutto delle mie fatiche e al primo morso mi si è aperto un mondo. 
    La pavlova è proprio buonissima. Non saprei spiegarvelo in altro modo. E’ vero, i gusti sono semplici, ma l’abbinamento di consistenze e di sapori è a dir poco paradisiaco. La meringa rimane croccante fuori e morbida all’interno e la sua dolcezza crea un contrappunto perfetto con l’acidità della frutta. La panna –  che invece va zuccherata pochissimo – fa da collante tra gli altri due elementi e il risultato finale è un dolce davvero squisito e raffinato come pochi. 

  • babka di yotam ottolenghi
    colazione,  dal mondo,  lievitati

    Babka di Yotam Ottolenghi ai frutti di bosco

     

    Yotam Ottolenghi è di sicuro uno dei cuochi più gettonati del momento. Ebreo di origini italo-tedesche, è nato e cresciuto a Gerusalemme ma ha avviato la sua brillante carriera nella città di adozione, Londra, dov’è proprietario dell’omonima catena di locali e dove sta per aprire – il prossimo giugno – un ristorante in cui darà spazio a una delle tendenze del momento, quella dei cibi fermentati. Famoso per la sua creatività nell’utilizzare le spezie e nel rivalutare gli ingredienti di orgine vegetale, ha esportato e declinato in maniera innovativa i sapori della cucina mediterranea e mediorentale insieme al collega Sami Tamimi, pure lui nato cresciuto a Gerusalemme ma nella zona musulmana della città. I due sono riusciti a riunire, attraverso la cucina, i sapori provenienti da due culture storicamente in conflitto, ed è poprio su questa fusione tra tradizioni ebree, cristiane e musulmane che si fonda il loro percorso gastronomico così particolare e interessante.
    Quella che vi propongo oggi è la prima ricetta firmata Ottolenghi che sperimento, e… beh,ovviamente non potevo che iniziare dalla colazione 😉
    ‘Babka’ in polacco significa ‘nonna’ e già dall’etimologia della parola si può intuire come questo lievitato sia un comfort-food dalle origine antiche, una di quelle ricette che vengono tramandate da una generazione all’altra diventando parte integrante della tradizione di un popolo. Della babka esistono più versioni, quella che ho testato io è la variante ebraica, sperimentata prima di me da Sigrid Verbert sul suo blog Il Cavoletto di Bruxelles. Si tratta di una treccia di pasta lievitata che viene cotta in uno stampo da pane e che solitamente viene farcita con abbondante cioccolato e frutta secca; io ho un po’ stravolto le cose scegliendo di farcire la mia con della marmellata ai frutti di bosco per renderla meno pesante e un po’ più fresca al palato, e devo dire che non me ne sono assolutamente pentita. Una fettina dopo l’altra questa bella brioche mi ha fatto compagnia per diversi giorni a colazione mantenendosi morbida e umida al punto giusto.

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