Torta speziata alle carote con frosting allo sciroppo d’acero – Re-Cake #3

dessert, dolci glassati | 27 aprile 2015 | By

Quando ho visto la ricetta proposta dalle amministratrici per la re-cake di Aprile avrei voluto mettermi subito all’opera, perché amo moltissimo le torte alle carote (uno dei miei dolci preferiti di sempre è proprio a base di carote, come già raccontato qui), ma ho deciso di aspettare che passasse la Pasqua.
Poi ho esitato perché volevo un periodo di detox dopo, appunto, gli stravizi pasquali, e solo lo scorso weekend mi sono messa all’opera.
La ricetta, al solito, si è rivelata una piacevolissima sorpresa!

 

L’impasto è profumatissimo, grazie all’utilizzo delle spezie che è un classico nei carrot cakes e anche all’aggiunta più insolita della purea di ananas che insieme allo zenzero rinfresca il palato.
Se sulla base della torta non avevo alcun dubbio, il frosting mi lasciava invece qualche perplessità. Non amo eccedere con il burro e le creme troppo ‘all’americana’ di solito le guardo con sospetto.
Però ecco, questo frosting qui, aromatizzato con cannella e sciroppo d’acero, è davvero delizioso e rende la torta molto elegante e soprattutto buonissima! Ammorbidisce gli strati interni, glassa la superficie e avvolge tutto con una delicatezza che non mi aspettavo. Secondo me ha un retrogusto che ricorda anche un po’ l’aroma liquoroso delle bagne alcoliche ma senza quella nota troppo pungente che personalmente mi disturba un po’.
Rispetto alla ricetta originale, che indicava le dosi per una teglia di diametro 22, ho ridotto le quantità a due terzi perché ho adoperato uno stampo a cerniera di 20.
Ho dimezzato le dosi del frosting e sono riuscita a glassare la torta sopra e intorno e fare un doppio strato di farcitura interna.
Non fatevi intimidire dalla lunga lista di ingredienti: provate questa torta, ne vale la pena. Anche questo mese le nostre admin sono riuscite a scovare una ricetta perfetta e molto, molto originale.

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Crostata cioccolato & lamponi con frolla all’acqua e farina di riso

cioccolato, crostate, dessert, frolla | 22 aprile 2015 | By

Per il compleanno della mia migliore amica volevo preparare un dolce speciale: volevo che fosse semplice, elegante e dal sapore deciso.
Non ci ho messo più di cinque minuti a decidere che avrei sperimentato una ricetta salvata da diverso tempo che mi sembrava esattamente quello che faceva al caso mio: la crostata lamponi e cioccolato di Fragole a Merenda! Si parla di un’altro dei miei blog-feticcio, di quelli che leggo sempre con tanta ammirazione, sperando un giorno di riuscire a racchiudere anch’io, nella mia piccola cucina, un magico intreccio di storie, sapori e atmosfere come riesce a fare Sabrine.
La frolla, in questo caso, si impasta con l’acqua e non con le uova: questo, unitamente all’utilizzo della farina di riso, la rende molto delicata e profumata.
La ganache si prepara in un attimo e forma uno specchio su cui schierare i lamponi al naturale, garantendo sia un effetto molto scenografico che un contrasto piacevolissimo tra la freschezza della frutta e il sapore avvolgente di panna e cioccolato.
 
 

 

 
 

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Rugelach ai frutti di bosco

Rugelach: molto probabilmente questo nome non vi suonerà familiare. 
Almeno, io non ne avevo mai sentito parlare finché, qualche mese fa, non ho scoperto questi dolcetti grazie al Cavoletto di Bruxelles – amo moltissimo quel blog, lo ritengo uno dei più autorevoli, originali ed esteticamente perfetti del web, e sono tante le ricette di Sigrid che stampo e conservo nella mia scatola delle ricette da provare. 
Così lo scorso weekend ho tirato fuori questa e mi sono messa all’opera!
 
 rugelach ai frutti di bosco
 
Nonostante il nome suoni così strano, i rugelach sono dei cornettini di pasta ripieni molto semplici da preparare, che appartengono alla tradizione ebraica. Pare che originariamente l’impasto fosse a base di panna acida, sostituita poi con il formaggio spalmabile dagli ebrei americani. All’interno possono essere farciti con cacao, nocciole, spezie, composte o confetture di frutta. Io ho scelto, appunto, della marmellata ai frutti di bosco per alleggerirli un po’ dato che la pasta, composta da farina, formaggio e burro in parti uguali, risulta di per sé molto golosa e burrosa.

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Cuoricini al cocco & farina di ceci

Dopo la torta con le bietole i biscotti con i ceci!
Vi assicuro che non sono non sono impazzita… anzi! Questi biscottini sono davvero particolari e delicatissimi (oltre che light, cosa che ci fa sempre piacere e ancora di più in questa stagione).
Non contengono burro né uova quindi accontenteranno anche gli intolleranti ai latticini e i vegani. 
Ecco, a dirla proprio tutta, hanno un solo, grande difetto: non li ho inventati io (e sarebbe stata davvero una soddisfazione averlo fatto, credetemi!).
Li ho copiati dal blog di Valeria, Una gatta in cucina. Valeria come me ama la colazione (fotografa la propria ogni giorno, con risultati a dir poco meravigliosi) ed è riuscita ad inventare con le farine rimaste inutilizzate in dispensa una ricetta davvero impeccabile!
Basta mescolare gli ingredienti secchi, emulsionare brevemente i liquidi (che sono semplicemente olio e acqua), impastare il tutto e stendere, senza nemmeno aspettare alcun tempo di riposo.
Cottura velocissima ed eccovi servita una colazione dal sapore davvero particolare, golosa ma senza peccato!
Sono ottimi al naturale oppure, se avete particolarmente voglia di dolce, accoppiati a due a due e farciti con la marmellata: io ho ne ho scelta una ai frutti di bosco perché amo particolarmente come si sposano con il cocco.
 
 
 
biscotti al cocco e farina di ceci

Ingredienti:*

80 gr farina
40 gr farina di riso
100 gr farina di ceci
40 gr farina di cocco
60 gr zucchero
2 cucchiaini di lievito
100 gr di acqua
60 gr di olio di semi
 

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Torta (dolce!) alle verdure

Quando ero bambina la tradizione voleva che il venerdì successivo alla Pasqua si preparassero le torte per festeggiare una ricorrenza che esisteva solo nel nostro paese, anzi, diciamo pure nel nostro gruppo di case: i miei nonni, che mai durante l’anno avrebbero nemmeno pensato di preparare un dolce, sfornavano in un giorno solo cinque o sei torte da consumare con i vicini e i parenti la domenica successiva. Io rimanevo a casa da scuola e passavo la mattina a guardarli impastare, stendere la pasta, preparare le farciture, assaggiavo qualsiasi cosa e rimanevo incantata dagli odori, dai pentoloni di crema al cioccolato sul fuoco, dalle mani grandi di mio nonno che incredibilmente, solo una volta all’anno, impastavano frolla.
Generalmente venivano preparate torte al cioccolato, al riso e alle verdure: sì, una torta dolce farcita con bietola, formaggio grattugiato e spezie – che a dispetto di quello che si potrebbe pensare è stata la mia preferita da sempre, anche quando ero una bambina!
Negli anni la tradizione è andata scomparendo, così come la ricetta di quelle torte: sparita, non si trovava più. Né nella memoria ormai stanca dei nonni, né su un qualsiasi foglio di carta rimasto in fondo a un cassetto. Solo un paio di anni fa, sgomberando la vecchia soffitta, è saltato fuori il foglietto che vedete poco più sotto: una pagina di agenda strappata scritta a mano da mio nonno… le dosi erano approssimative, i tempi di cottura non indicati, ma era comunque una traccia da seguire per provare a replicare quella torta così particolare, per me davvero unica.
 
 
torta di verdure
 

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Quattro Pastiere

Mai fatta la pastiera prima di quest’anno, ma quando mi viene in mente di perfezionare la realizzazione di un dolce sono piuttosto ostinata. Infatti ad oggi sono (quasi) a quota quattro.
La prima che ho preparato (un paio di settimane fa) ha fatto storcere il naso a più di un commensale perché aveva un odore strano, poi rivelatosi quello dell’ammoniaca, che credo non userò più per dolci ‘umidi’ ma solo per preparare biscotti croccanti, in cui non lascia cattivi odori, riuscendo a evaporare bene in cottura. In più avevo usato lo strutto al posto del burro, ma a dire il vero il gusto non mi aveva fatto impazzire, oltre al fatto che la frolla era risultata delicatissima da lavorare e al momento di fare le strisce ho dovuto penare un bel po’.
Il secondo step quindi è stato mettere a punto una ricetta che non prevedesse né strutto né ammoniaca, che abbinasse le giuste dosi di grano, ricotta e uova a una frolla della giusta elasticità e consistenza.
Avevo due ‘ruoti’ da riempire, uno di 24 e uno di 28 (parlo della parte alta del bordo).
Quindi, calcolatrice alla mano, sono partita da questa ricetta per quanto riguarda il ripieno, e per la frolla mi sono basata invece sulla classica frolla Milano: farina 1, zucchero 1/2, burro 1/2, uova 1/10 della somma del peso di burro, zucchero e farina, lievito 1/10 della farina (sembra complicato ma non lo è, fidatevi).
 
 
pastiera
 

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Tagliatelle integrali al pesto di rucola

Non so voi ma io ho tanta, tanta voglia di primavera. Di basilico, di verde, di profumi che si sposino bene con l’allungarsi delle giornate, di qualcosa che sia sano e fresco ma allo stesso tempo anche un po’ rustico e sostanzioso per tenermi su e combattere la fiacca tipica del cambio di stagione.
Quindi: tagliatelle tirate a mano non troppo sottili – stavolta non ho nemmeno tirato fuori la macchietta per spianare… finché si tratta di un paio di porzioni tirare la sfoglia a mano è decisamente preferibile, aiuta a scaricare lo stress e lascia tra le dita un adorabile profumino di pasta fresca.
Passo successivo: scegliere un condimento che non coprisse troppo il sapore della pasta. Quindi vegetariano. E cremoso al punto giusto per aggrapparsi bene alla sfoglia ruvida. Mi è tornato alla mente un pesto che preparavo spessissimo un paio di estati fa. Ed ecco cosa è uscito fuori!
 
 

ingredienti pesto di rucola

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CONSIGLIA Weekend in Umbria