Focaccine ripiene ai formaggi – recake#22 inspired

focaccine ripiene ai formaggi

Queste focaccine ripiene ai formaggi  sono state ispirate dalla recake di marzo: i flaounes, degli scrigni di pasta lievitata ripieni di formaggi, menta e uvetta tipici della tradizione pasquale cipriota. Per quanto mi incuriosisse l’idea di replicare fedelmente la ricetta proposta, sapevo già che menta e uvetta non avrebbero riscosso consensi in casa mia, quindi ho preferito realizzare una variante semplificata, priva di accostamenti azzardati, riprendendo la ricetta dell’impasto base e adattando quella della farcia ad un gusto più tradizionale… devo dire che il risultato ha decisamente superato ogni aspettativa!
Oltre ad essere fragranti e saporite appena sfornate, le focaccine sono rimaste croccantissime all’esterno anche il giorno dopo e la farcia è risultata perfetta, nè troppo umida nè troppo asciutta, soffice e con una bella crosticina dorata in superificie. La ricetta non presenta particolari difficoltà e non richiede attrezzature particolari: per tenere in forma le focaccine potrete usare una teglia da muffin con le cavità poco profonde oppure dei semplici stampi rotondi da tartelletta- i miei, che vedete in foto, sono di 10 cm di diametro e circa 2,5 cm di altezza.
Io ho servito le mie focaccine accompagnate a un tagliere di salumi: così saranno perfette come antipasto, per una cena informale o per essere infilate in un cestino da pic-nic. Nel caso voi siate più temerari di me e abbiate voglia di sperimentare sapori nuovi e più esotici vi lascio comunque la locandina della recake in fondo al post con la ricetta dei flaounes originali 😉

(altro…)

Brutti ma buoni

brutti buoni

biscotti, frutta secca | 9 marzo 2017 | By

I brutti ma buoni sono biscottini tipici della città di Prato, a base di albume montato e mandorle tritate. Un amico mi aveva chiesto tempo fa di provare a farli, e dato che dopo la doppia dose di tiramisù preparato nel weekend avevo un bel po’ di albumi da smaltire ho deciso di approfittarne e mettermi all’opera.
Documentandomi in rete ho scoperto che esistono varie versioni di questi  dolcetti: oltre a quella toscana ce n’è anche una piemontese, dove le nocciole prendono il posto delle mandorle; alcune indicano una doppia cottura, prima in pentola e poi in forno, altre no; c’è chi addirittura aggiunge una sottile ostia come base  o l’aroma di coriandolo all’impasto.
Io inizialmente mi sono affidata alla ricetta del Cucchiaio d’argento: sia nocciole che mandorle, niente doppia cottura, procedimento veloce e nessun aroma particolare. I biscottini erano buoni, ma eccessivamente dolci a mio parere, e nonostante li avessi cotti per ben 30 minuti in forno l’interno era rimasto leggermente appiccicoso, come accade quando la meringa non è perfettamente asciugata. Quindi ho diminuito un po’ lo zucchero, tritato la frutta secca più grossolanamente per far sì che il biscotto fosse un pochino più alto e aereato all’interno, aggiunto l’aroma del miele e del limone per un sapore più intenso ed ecco qua quelli che secondo me sono i brutti buoni perfetti, croccantissimi, non troppo stucchevoli e davvero semplicissimi da fare. Se non li avete mai provati ve li consiglio spassionatamente: con pochissimi ingredienti otterrete dei dolcetti davvero molto particolari, che non somigliano a nessun altro biscotto, nè in quanto a consistenza né in quanto sapore. Va da sè che, come dice il nome, il loro gusto farà passare subito in secondo piano l’aspetto non proprio bellissimo!

(altro…)

CONSIGLIA Petto di pollo con cocco e lime