Riso long & wild con topinambur e semi croccanti

light, piatto unico, vegan, vegetariano | 29 febbraio 2016 | By

Questo piatto è nato per caso, in una tarda mattinata piovosa in cui sono uscita dal lavoro con un umore piuttosto grigio e senza la più pallida idea di cosa prepararmi per pranzo.
Il tempo di fermarmi negozio di frutta e verdura, per un po’ di spesa e due chiacchiere, ed ecco che viene nominato il topinambur: è un ingrediente che conosco molto poco, ma gira voce sia ottimo per preparare risotti.
L’abbinamento topinambur/riso mi ispira, ma dato che sono sola opto per una pausa pranzo più leggera, e al posto del classico riso mantecato con burro e formaggio scelgo del riso long e wild che ho in dispensa e una finitura a base di semi misti.
 
riso tompinambur e semi croccanti
 
 
 
Il long e wild altro non è che un misto di riso basmati e riso nero selvaggio, è leggero, croccante e molto profumato, ideale per essere saltato con pesce e verdure oppure servito bianco, come contorno.
Il topinambur si abbina perfettamente al riso, ha un sapore che ricorda  molto quello dei carciofi – infatti Santa Signora Wikipedia insegna che è anche chiamato carciofo di Gerusalemme; è un tubero ricco di sali minerali e aiuta a combattere il colesterolo.
Come semi ho messo un mix di semi di zucca decorticati, girasole e lino: in primis per dare un po’ di croccantezza al piatto, ma non solo. I semi infatti fanno molto bene alla salute essendo ricchi di grassi buoni, e abbinarli ai carboidrati è utile perché permette di ridurre il picco glicemico ed evitare la tipica sonnolenza del dopo pranzo.
Insomma, in poco più di un quarto d’ora mi sono preparata un piatto super sano, saporito e leggero.
Nella ricetta riporto le dosi per due persone, ho praticamente raddoppiato tutto, mi faceva tristezza l’idea della monoporzione!

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Patè di fegatini

La ricetta di oggi è un vero classico della tradizione: il paté di fegatini di pollo, da spalmare sui crostini di pane, è un antipasto immancabile in ogni tavola (toscana!) delle grandi occasioni che sia degna di questo nome.

Che fosse Natale, Pasqua o un qualsiasi pranzo della domenica fin da piccola sono stata abituata a vedere in tavola questo paté: a volte spalmato su crostini di pane tostato, altre ancora addirittura su fettine di pane fritte – si vede che all’epoca la guerra ai grassi saturi non era ancora una battaglia senza quartiere come adesso, e non ci si spaventava di fronte a qualche caloria in più…vi assicuro che venivano davvero serviti i crostini con il pane fritto come base (quanto fossero golosi ve lo lascio solo immaginare)!

paté di fegatini

 

 
Nonostante si tratti di una ricetta tradizionale mi sono accorta che non è affatto scontata: in giro per il web ho visto diverse versioni (tra cui alcune con l’uso del vin santo che mi sono ripromessa di sperimentare) e ho deciso quindi di lasciarvi la mia: in effetti è un po’ come con il ragout di carne… che sia un classico è indiscutibile, ma non ne esiste uno identico all’altro, ogni casa ha il suo, diverso dagli altri in tante piccole sfumature.
 
 

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Bagel integrali ai semi di papavero – Re-cake #11

cucina dal mondo, lievitati | 24 febbraio 2016 | By

Per il mese di febbraio lo staff di re-cake ha deciso di proporci una ricetta salata, in particolare dei panini a forma di ciambella chiamati bagel.
I bagel hanno origine polacca ma riscuotono successo ormai in tutto il mondo, e spopolano negli Stati Uniti.
La particolarità di questo pane è che una volta formato e lievitato viene tuffato per un paio di minuti in acqua bollente prima della cottura in forno.
Io ho deciso di servire i  miei bagel con una crema a base di avocado, qualche foglia di misticanza e del buon crudo di Parma, e di spolverarli in superficie con i semi di papavero.
 
bagel
 

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Lemon meringue pie di Ernst Knam

agrumi, dessert, frolla | 19 febbraio 2016 | By

La lemon meringue pie è una di quelle torte che stanno da tempo immemore nella mia to do list.
Ultimamente un amico mi ha chiesto di prepararla e mi ha finalmente dato l’input giusto: mi sono messa alla ricerca di una ricetta affidabile, ho ordinato il cannello per fiammeggiare su Amazon e… ecco qua il risultato!
 
torta meringata al limone

 

Il motivo principale per cui ho sempre rimandato la preparazione di questo dolce è, ovviamente, la meringa italiana, che ha la fama (ingiustificata) di essere un osso duro, una di quelle robe di pasticceria difficili da affrontare, che solo a pensarci ti scoraggi e pensi che o non ti monterà oppure impazzirà invadendo la cucina tipo blob… in realtà, a patto di avere un termometro da cucina e una planetaria – o altro attrezzo adeguato a montare gli albumi in modo stabile -, la meringa non è affatto un mostro indomabile, anzi, si prepara velocemente e ha una resa estetica davvero impareggiabile: si può giocare con la sac a poche inventando decorazioni sempre diverse, oppure semplicemente spatolare la torta per darle l’aspetto di un’unica, soffice nuvola… insomma, ci si può sbizzarrire un sacco!
Per quanto mi riguarda, dato che si trattava della mia prima torta meringata. ho infilato la mia bella massa bianca e lucida dentro la sac a poche con la bocchetta a stella e ho decorato la torta nel modo più classico e comune. Poi ho fiammeggiato delicatamente i ciuffetti di meringa per colorirli al punto giusto.

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Cantucci mandorle e cioccolato… con la giusta consistenza!

biscotti, cioccolato, frutta secca | 15 febbraio 2016 | By

Come vi dicevo in questo post, i cantucci sono un tipo di biscotto che preparo molto spesso: sono veloci da fare, si mantengono per diversi giorni e accontentano i gusti di tutti.

 
cantucci mandorle e cioccolato

Ne ho sperimentate varie versioni e nonostante sia sempre rimasta soddisfatta a livello di gusto, fino a ieri non ero ancora riuscita a trovare il cantuccino dalla trama perfetta: inevitabilmente i miei uscivano troppo duri, troppo secchi, e se provavo a diminuire i tempi di cottura restavano leggermente gommosi all’interno.
Tutto questo finché, finalmente, ho capito il segreto per ottenere il cantuccio perfetto, quello dalla consistenza croccante ma friabile, bello tosto al morso ma non spacca-denti, con la grana sottile e asciutta, capace di impregnarsi al massimo se lo inzuppi nel vin santo restando però compatto, senza che un pezzo di biscotto cada miseramente nel bicchiere: la seconda cottura, quella era sempre stata il mio punto debole!
Solitamente cuocevo i cantucci a 180° per una ventina di minuti più altri 10/15 dopo averli tagliati; ieri mattina invece, grazie al mio librone del Cucchiaio d’Argento, ho scoperto e testato un metodo di cottura diverso: i primi venti minuti ho infornato a 200° e poi ho proseguito la cottura a una temperatura molto più bassa – 125°- per tre quarti d’ora.
Forse per molti sarà scontato, ma per me si è accesa la lucina: ho finalmente capito per quale motivo i miei cantucci passavano da gommosi a secchi senza trovare mai la giusta consistenza: in pratica la seconda cottura non serve propriamente a cuocere di nuovo il biscotto, piuttosto ad asciugarlo completamente, in modo lento e delicato, senza indurirlo troppo.

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Insalata di puntarelle, pollo e avocado

insalata, light, verdure | 10 febbraio 2016 | By

La Tizi è sempre felice quando scopre un ingrediente nuovo, specialmente se si tratta di qualcosa di sano, con cui si possa preparare una bella insalatona che risolva la pausa pranzo o una cena dell’ultimo minuto, quando il tempo a disposizione è poco ma si vuole comunque portare in tavola qualcosa di fresco e gustoso.
Quando ho letto questo post sono rimasta subito affascinata dall’idea di utilizzare le puntarelle nelle mie insalate: grazie a Consuelo sono venuta a conoscenza delle loro proprietà benefiche sull’organismo e su quanto siano ricche di vitamine e sali minerali.

 

insalata di puntarelle pollo e avocado

Ora, le puntarelle altro non sono che i germogli della cicoria. Va da sé che se comprerete un mazzo intero di questa verdura potrete consumare i germogli crudi, in insalata, e utilizzare le foglie lessate e saltate in padella, a patto che apprezziate i sapori amarognoli. Per quanto mi riguarda con le puntarelle è stato amore immediato ma lascio ad altri il piacere di cuocere e mangiare il fogliame intorno, che a mio gusto è decisamente troppo, troppo amaro!
Un tono amarognolo ovviamente ce l’hanno anche i germogli, ma molto più delicato rispetto alle foglie: sono freschi e molto croccanti. Per questo ho deciso di abbinarli all’avocado, che con la sua morbidezza e il gusto avvolgente crea un bell’equilibrio.
Per la parte proteica inizialmente avevo pensato al salmone, già proposto qui, ma poi ho deciso di variare un po’ rispetto alla classica accoppiata salmone/avocado e ho optato per quello che io chiamo il pollo finto-fritto: dei bocconcini di pollo passati nel pangrattato e cotti al forno, senza grassi, ma molto, molto appetitosi, ottima alternativa alle classiche pepite di pollo fritte, decisamente più pesanti e meno salutari.

 

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Biscottini light al farro e malto d’orzo

biscotti, colazione, integrale, light | 8 febbraio 2016 | By

Ognuno quando torna a casa dal lavoro si rilassa come preferisce – e come può… spesso non c’è nemmeno tempo di farlo, tra sistemare la casa, preparare la cena e magari il pranzo per il giorno dopo. Quando mi capita di avere del tempo libero una volta rientrata a casa, di non dover mettere nulla in tavola perché ho preparato in anticipo o abbiamo scelto una cena pret-a-portér direttamente dalla dispensa -sì, anche le food blogger mangiano scatolette a volte 🙁 –  mi piace darmi all’improvvisazione e inventare qualche dolcetto da sgranocchiare la mattina dopo.

biscotti al farro e malto

Nella maggior parte dei casi, non volendo caricare troppo di calorie la settimana e lasciando colazioni più goduriose al weekend, cerco ingredienti che siano sani, leggeri e integrali, magari abbinandoli a un pizzico di frutta secca e lasciando da parte burro, creme e cioccolato.

L’altra sera l’occhio mi è caduto prima di tutto su un pacco di farina di farro da finire, e subito dopo su un barattolo di malto d’orzo che avevo preso per impiegarlo in qualche lievitato… e che poi, pigra come sono, ho lasciato sullo scaffale, intimorita come sempre da maglie glutiniche, tempi di risposo, incordature e quant’altro.
Ora, prometto che non finirò tutto il barattolo a suon di biscotti e lo utilizzerò anche per pani e brioche… ma intanto vi lascio la ricetta di questi biscottini profumati al malto!

Oltre al fatto che si fanno praticamente da soli (leggi: una ciotola sola da sporcare, niente pasta da stendere né formine da ritagliare) per me sono il tipo di biscotto ideale per affrontare al meglio una giornata di lavoro: rustici, dalla trama ruvida, con pochissimi grassi eppure golosi. Io me ne sono portati anche un paio in ufficio come spezza fame e sono stati un’ottima compagnia!

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Focaccia di ceci con rosmarino e olive

light, piatto unico, torte salate, vegan | 4 febbraio 2016 | By

Una delle cose più entusiasmanti nella vita di una foodblogger è avere la possibilità di sbirciare nelle cucine delle altre, scambiarsi ricette e consigli, avere a disposizione una gamma infinita di proposte sempre nuove e interessanti.
Tempo fa curiosando nella meravigliosa cucina di Marta e Mimma ho incontrato questa ricetta: semplice, veloce, appetitosa e leggera.
Si tratta di una via di mezzo tra una focaccia, una cecina (come la chiamiamo noi in Toscana) e una frittata cotta al forno. Della prima ha la golosità, ma non la lievitazione né i cereali. Della seconda ha il sapore, ma non la consistenza. Della terza l’aspetto, la possibilità di esser servita come piatto unico, e… nient’altro.
Ultimamente sono sempre alla ricerca di piatti alternativi alla solita pietanza di carne/pesce con verdure che caratterizza la maggior parte delle mie cene: questo mi aveva ispirata perché ricco di proteine vegetali, veloce da fare e piuttosto inconsueto.
Una volta messo in tavola è stato all’altezza delle aspettative: leggero ma saziante, sostanzioso ma delicato e pieno di profumi grazie alle olive, al rosmarino e all’olio buono!

 

focaccia di ceci

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Zuppa di noodles con daikon, germogli di soia e gamberi

Nelle frequenti e ripetute incursioni al ristorante giapponese, oltre ovviamente al sushi – uramaki e nigiri al salmone restano sempre sul podio dei cibi preferiti – mi piace sperimentare anche i vari antipasti come zuppe, ravioli, insalate, involtini e chi più ne ha più ne metta.
Le mie preferenze variano di periodo in periodo: le prime cene a base di sushi non potevano che iniziare con un’insalata condita con pesce e anacardi; attualmente è il periodo dei gyoza – ne sono diventata ghiottissima e ne mangerei in quantità industriali- mentre lo scorso autunno impazzivo per le zuppe con i noodles, al punto da essermi messa d’impegno per ideare una ricetta da replicare anche a casa.
E’così che è nato questo piatto, una zuppa di noodles a base di germogli di soia e daikon.

 
zuppa di noodles daikon e gamberi

 

Il daikon, conosciuto anche come ravanello cinese, è un elemento fondamentale della cucina nipponica: pare abbia proprietà digestive, drenanti, che faccia bene al fegato e aiuti a sciogliere i depositi di grasso in eccesso; è una radice dal sapore delicato e dall’odore terroso che ricorda vagamente quello dei funghi, e oltre a essere consumato crudo il suo utilizzo ideale è, appunto, nelle zuppe, in cui rimane compatto e dà un’ottima consistenza al piatto.
I germogli di soia hanno anch’essi proprietà benefiche: contengono vitamine e fibre, aiutano a combattere il colesterolo essendo ricchi di lecitina e favoriscono l’accelerazione del metabolismo.
Lo zenzero, infine, è un potente antinfiammatorio e un toccasana per l’apparato digerente, oltre ad avere proprietà anti tumorali.

zuppa di noodles daikon e gamberi

 

Oltre che molto sana questa zuppa è anche light: con 30 gr di noodles a testa otterrete due porzioni abbondanti da servire come piatto unico (oppure quattro porzioni se scegliete di servirla come antipasto). Io in questo periodo di detox – tra un fritto di carnevale e l’atro – me la preparo spesso… è uno di quei piatti che soddisfa la mia golosità pur essendo super sano e a basso contenuto di grassi e carboidrati, quindi ovviamente è già diventato uno dei miei cavalli di battaglia! Potete regolare la consistenza in base ai vostri gusti, aggiungendo più o meno liquidi; io lo preferisco come una vera e propria zuppa, con un bel brodo caldo e profumato, ma niente vieta di servirlo anche in versione più asciutta, semplicemente mettendo meno acqua.
Se  siete d’accordo con me e preferite la versione ‘zuppa’ vi consiglio di servirla bella calda e fumante… e non vergognatevi  di mangiare come in un cartone animato giapponese, bevendo il brodo direttamente dalla vostra ciotolina e infilandovi gli spaghetti in bocca con le bacchette: in Giappone questo comportamento è segno di apprezzamento verso il cibo che si sta gustando. Se vi imbarazzava farlo al ristorante, avete un motivo in più per prepararvi a casa questa zuppa e gustarvela alla maniera orientale… lontano da sguardi indiscreti!

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CONSIGLIA Petto di pollo con cocco e lime