Strudel sfogliato alle mele

dessert, dolci alle mele, sfoglia | 23 marzo 2015 | By

 
Ho sempre avuto un debole per i dolci alle mele ma in realtà finisco sempre per preparare lo stesso tipo di torta: quella soffice, da colazione per intendersi: o arricchita con la ricotta, o burrosa e soffice (di rado eh!) o molto umida e principalmente a base di frutta, con poca pasta a legare il tutto.
Però devo ammettere di non essere affatto un’esperta né di strudel né di apple pie. 
 
Perciò ho deciso di fare un passo alla volta e di iniziare dallo strudel. All’inizio mi sono affidata al Cucchiaio d’Argento, tentando di replicare quello ‘originale’ fatto con una pasta composta semplicemente da farina, uova e poco altro. Una ricetta tecnicamente impeccabile: la pasta teneva benissimo il ripieno e restava della giusta consistenza anche un paio di giorni dopo. Però ecco, a me sarebbe piaciuto rendere il tutto un po’ più goloso: volevo provare una versione sfogliata. E siccome non mi andava affatto di comprare la sfoglia pronta ho deciso di rispolverare una ricetta che più che una ricetta è un colpo di genio: la finta sfoglia!
 
Io l’ho copiata dal blog di Emanuela, Pane, burro e alici – trovate qui il post in cui l’ho scoperta. Me ne sono innamorata subito perché è velocissima da preparare (davvero un minimo sforzo in confronto alla sfoglia classica) e molto più leggera (leggi: 50% di burro in meno)… insomma, un miraggio per me… finalmente avrei potuto preparare in casa la sfoglia senza dover prendere un giorno di ferie!
Fino ad oggi l’avevo utilizzata solo per preparare cornetti sia dolci (cioccolato&nocciole) che salati (ricotta&salmone). Quando ho addentato il primo cornetto e ho visto che sfogliava sul serio… bé, ho ringraziato Emanuela con tutto il cuore!
Anche nello strudel la finta sfoglia non ha deluso le aspettative: ha tenuto benissimo la farcia ed è rimasta croccante al punto giusto.
 
 
 
strudel di mele

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Il Posto delle Fragole

 Una cheese cake estratta dalla tortiera troppo presto che si sfalda: sono sincera, è da qui che è nato tutto.
Una cheese cake (questa, esattamente) che avrei voluto decorare con panna e fragole per portarla ad una cena.
Buttare via tutto e preparare un’altra ricetta? Sarebbe stato un peccato. Perché alla fine ho deciso di coppare la torta rovinata e creare con questa base un dessert monoporzione che ha avuto davvero un gran successo: ha un sapore deciso, freschissimo e niente affatto stucchevole, particolarmente adatto per chi ama i dolci originali, un po’ sopra le righe.
La ricetta sembra complicata perché richiede tre preparazioni (se volete leggerle spiegate in dettaglio, le trovate quiqui, e qui), ma in realtà tutte e tre sono molto semplici nell’esecuzione e non richiedono molto tempo, fatta eccezione per la granola  (io a dire il vero l’avevo a disposizione già pronta dato che la preparo spesso perché mi piace mangiarla a colazione… e vi consiglierei, già che accendete il forno, di raddoppiare le dosi e tenervi un bel barattolo in dispensa pronto a darvi il buongiorno ogni mattina!).
Ad ogni modo vale la pena di faticare un po’… nel posto delle fragole troverete un gusto vivace, fresco e sorprendente: il gusto della primavera in arrivo!
dessert monoporzione

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Gallettine farro & miele

Domenica. Pioggia e vento. Cielo grigio, ma luminoso che sa già un po’ di primavera.

Un pomeriggio pigro da passare a sistemare la cucina, trasferire farine in barattoli nuovi di zecca e fare ordine nella dispensa.
E, ovviamente, a preparare qualcosa in previsione della settimana che sta per iniziare.
Non è una novità che mi piace tanto inventarmi biscottini super light per la colazione del lunedì. Questi preferisco chiamarli gallettine perché escono fuori sottili, croccanti e belli consistenti. Sono leggeri e molto profumati per la presenza del miele e della cannella. 
Un po’ internazionali e nord-europei se vogliamo (profumano di speculoos, per intenderci) ma anche casalinghi e rustici grazie al sapore caratteristico della farina di farro.
Insomma, basta chiacchiere: vi lascio la ricetta… e buon lunedì a tutti! 😉
 
 
 

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Lemon curd: il tocco in più.

agrumi, cucina dal mondo | 13 marzo 2015 | By

Restiamo in tema di agrumi anche oggi! Se arance e mandarini la facevano da padrone nello scorso post sulla Re-cake di marzo, oggi il protagonista è il limone.
La prima volta che ho sentito parlare di lemon curd è stato in una ricetta di una torta meringata : base di frolla, uno strato sottile di curd e meringhe a coprire.
Mi affascinava l’idea di preparare questa salsa inglese, in cui il succo di limone prende il posto del latte in una preparazione per certi versi simile a quella della crema pasticcera.
Ho sperimentato varie versioni: cottura a bagnomaria o direttamente nel pentolino, con o senza burro (immaginate un po’ quale ho testato per prima), con o senza albume. Alla fine, modifica dopo modifica, sono arrivata a quella ideale per i miei gusti: un po’ di burro serve per ammorbidire l’acidità, di per sé molto intensa, della salsa. No invece alla presenza dell’albume, responsabile di peggiorare non tanto il gusto quanto l’odore della crema.
 
 

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Winter citrus upside down cake per Re-cake 2.0 di Marzo

Una torta per salutare l’inverno, e per condividere di nuovo con tantissime altre blogger o semplicemente amanti della pasticceria & co. una ricetta particolare scelta dalle amministratrici di Re-cake 2.0: come già detto qui, ogni mese al gruppo di Re-cake viene proposta una torta da realizzare con qualche piccola personalizzazione (in questo caso avremmo potuto scegliere il tipo di farina, olio e agrumi, oltre alla forma del dolce). Per il resto si segue la ricetta che in questo caso aveva come particolarità la presenza delle spezie (il cardamomo in primis) e degli agrumi.
Il principio è quello di qualsiasi torta rovesciata: si mette il caramello sulla base della tortiera, si dispongono le fette di agrumi e poi si versa sopra l’impasto.
 
torta agli agrumi e cardamomo

Gordon Ramsay’s baked cheese cake (e la mia versione al caprino)

Il mio problema con la cheese cake è sempre stata la base. Buona e golosa quanto volete, ma a me l’idea di preparare una torta con biscotti industriali sbriciolati e una quantità (industriale pure quella, anche se in un altro senso) di burro, proprio non andava a genio.
Quindi mi sono messa alla ricerca di una cheese cake senza base e cosa scopro? Che il buon Gordon ci aveva già pensato e ne aveva inventata una che faceva proprio al caso mio!
Io l’ho personalizzata mettendo per due terzi formaggio fresco classico e per un terzo formaggio caprino. E ho amato tantissimo questa variante, è particolarissima e davvero di carattere (sarebbe il dessert perfetto da servire dopo un bel tagliere di affettati e formaggi) però vi avverto, ha un gusto parecchio forte che non tutti amano (c’è anche chi assaggiandola mi ha dato della pazza, quindi regolatevi voi quando la preparate a seconda di chi avete a tavola).
La versione classica, quella di chef Ramsay, è invece una torta estremamente semplice e fresca da consumare sia a fine pasto che a colazione. E’ stata la torta che ho preparato più spesso la scorsa primavera – insieme al clafoutis. 
La ricetta è semplicissima, occorre un unico accorgimento: non sformare il dolce prima che sia ben freddo, altrimenti rischiate di vederlo sfaldarsi. A me è successo, una volta: tolgo la cerniera quando la torta è ancora tiepida ed ecco fatto il disastro… il dolce era diventato impresentabile e io avrei dovuto portarlo a una cena. Ma questa storia ve la racconterò un’altra volta. Sappiate solo che non tutto il male viene per nuocere!
 
cheese cake ramsay

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Camillone!

dessert, dolci soffici | 2 marzo 2015 | By

 
Questo lunedì non iniziamo la settimana con una ricetta light… ma ne vale la pena: credo di poter affermare che questo sia, in assoluto, il mio dolce preferito.
Tutto sommato, se ci fermiamo alla torta in sé, a base di carote e mandorle, restiamo nei limiti del consentito: anzi, frutta secca e verdura fanno soltanto bene! Il problema semmai è la crema, praticamente panna e mascarpone in parti uguali… però l’abbinamento è talmente delizioso che una volta ogni tanto bisogna proprio concederselo.
Sua maestà il Camillone è anche il dolce che mi viene chiesto di preparare più spesso. Io, alla fine, non ho inventato niente (Biondo, sono stanca di ripetertelo: se mai leggerai questo post rassegnati, e se ancora non ci credi clicca qui). Ho solo reso un po’ più golosa questa torta di carote abbinandoci la farcia e ho adottato certi accorgimenti nella preparazione per arrivare alla consistenza, alla lievitazione e al grado di umidità che mi piacciono di più.
 
 
camillone
 

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CONSIGLIA Weekend in Umbria